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<title>PD Bruxelles Rss News</title>
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<description>Latest News</description>
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<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[UE/PD: ‘QUI O SI FA L’EUROPA O SI MUORE’, A BRUXELLES TERZA TAPPA PROGETTO ITALIA 110]]></title>
<description><![CDATA[<p>Dopo Roma e Milano, si &egrave; conclusa oggi a Bruxelles, al Parlamento europeo, la terza tappa di Italia 110, l&rsquo;iniziativa del Partito democratico nata per mettere in contatto i luoghi del sapere, della formazione e del lavoro ed elaborare le riforme indispensabili per fare dell&rsquo;Italia &ldquo;un paese per giovani&rdquo;.</p>
<p><br />
Due sessioni di dibattito con 100 partecipanti e oltre 20 relatori sono servite ad approfondire alcuni dei temi al centro del confronto in Italia e in Europa: eurobond, blue-bond e project-bond, ruolo della BCE come prestatore di ultima istanza, tassa sulle transazioni finanziarie, agenzia europea di rating, ruolo dei progressisti nella politica europea, Europa 2020, unione fiscale, applicazione del rapporto Monti per un vero rilancio del mercato unico. E per fare dell&rsquo;Italia un paese pi&ugrave; dinamico c&rsquo;&egrave; bisogno di pi&ugrave; Europa, che non pu&ograve; essere confinata ai dibattiti di politica estera, ma essere invece un elemento trasversale alle strategie di crescita del Paese. Per rafforzare questo rapporto all'incontro hanno partecipato - oltre ai promotori Marco Meloni responsabile Universit&agrave; e Ricerca della segreteria nazionale PD e Francesco Cerasani, segretario PD Bruxelles &ndash; l&rsquo;eurodeputato Luigi Berlinguer, i deputati Laura Garavini, Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, il direttore del CEPS (Centre for European Policy Studies) Daniel Gros e analisti e ricercatori di diverse realt&agrave; d'eccellenza rappresentative dei giovani italiani all'estero, quali Quattrogatti LSE, La Fonderia di Oxford, oltre ad alcuni dei webmagazine di approfondimento come Lo Spazio della Politica e la Repubblica degli Stagisti. Attenzione puntata poi su giovani, disoccupazione e brain circulation, con gli interventi di Paolo Balduzzi, ricercatore all'universit&agrave; Cattolica di Milano e del professor Alessandro Rosina, tra i pi&ugrave; autorevoli conoscitori del fenomeno della fuga di cervelli dall&rsquo;Italia.</p>
<p><br />
Tutti i materiali, gli studi e le prossime tappe dell'iniziativa su <a href="http://www.italia110.it">www.italia110.it</a></p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=483</link>
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<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Assemblea di circolo - martedì 28 febbraio]]></title>
<description><![CDATA[<p>Ad un anno dall'ultimo congresso del circolo del Partito Democratico di Bruxelles, siamo lieti di poter offrire ai nostri iscritti e simpatizzanti un momento di riflessione sul lavoro svolto finora e su come riprogrammare le nostre prossime attivit&agrave;.<br />
<br />
E' stato un anno denso di incontri e di iniziative, vorremmo ora discutere insieme di come dare continuit&agrave; alla presenza del Partito Democratico a Bruxelles e di come affrontare le prossime scadenze politiche (elezioni amministrative belghe, rinnovo dei Comites, preparazione delle proposte programmatiche del PD per gli Italiani all'estero).<br />
<br />
Ti aspettiamo dunque alla nostra assemblea di circolo, che si terr&agrave; marted&igrave; 28 febbraio alle ore 18h30 presso l'Espace De Kerckheer, Chauss&eacute;e de Vleurgat 23 (Ixelles).<br />
<br />
Sar&agrave; anche una occasione per avviare il tesseramento al Partito Democratico per il 2012.</p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=482</link>
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<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Newsletter PD cittadini nel mondo - Gennaio]]></title>
<description><![CDATA[<p>Ritrova <strong><a href="http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/Pd%20mondo%20n_%201-%202012.pdf">qui</a></strong> l'edizione di gennaio della newsletter PD cittadini nel mondo, con l'articolo e le foto dell'evento del PD Bruxelles&nbsp;con Massimo D'Alema e Laurette Onkelinx.</p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=481</link>
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<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Gli italiani di lotta e di governo promuovono Monti e le proteste]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Ilvo Diamanti</em></p>
<div>Viviamo strani tempi. Come, d'altronde, il governo Monti (secondo la definizione dello stesso premier). Tempi instabili e sussultori. Una settimana dopo l'altra, un giorno dopo l'altro: protestano tutti. Tassisti e camionisti, avvocati e farmacisti, benzinai e giornalai, operai e notai. Protestano i Padani e i Forconi. Oltre ai No-Tav. Gli stessi &quot;professori&quot; - e gli studenti - non apprezzano il ridimensionamento dei titoli di studio - e delle lauree. Tutte, non solo quelle conseguite dagli &quot;sfigati&quot;, per usare l'eufemismo del viceministro Martone.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non sorprende, quindi, che la maggioranza degli italiani sia d'accordo con le manifestazioni e gli scioperi contro i provvedimenti del governo e le liberalizzazioni. Oltre il 56%, secondo il sondaggio condotto da Demos (per Unipolis) nei giorni scorsi.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tuttavia, solo una frazione della popolazione (circa il 5%) afferma di avervi partecipato, mentre si dice disposta a parteciparvi una componente, comunque, molto limitata (13%).&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>D'altra parte, in questo strano Paese, il governo ottiene un consenso largo quanto le proteste contro le sue politiche. Anzi, un po' pi&ugrave; ampio, visto che quasi il 58% degli italiani (intervistati da Demos per Unipolis) giudica positivamente l'azione del governo Monti (con un voto da 6 a 10).&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non solo, ma le liberalizzazioni, nonostante le proteste, continuano ad essere apprezzate dalla maggioranza assoluta della popolazione (secondo l'IPSOS).&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le &quot;ragioni&quot; di atteggiamenti cos&igrave; contrastanti sono diverse ma, perlopi&ugrave;, molto &quot;ragionevoli&quot;.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>1. La prima richiama la profonda diversit&agrave; delle categorie coinvolte dai provvedimenti, che, non a caso, sono valutate in modo differente dai cittadini (come hanno segnalato i sondaggi IPSOS). L'indulgenza verso la protesta dei camionisti e dei tassisti, in particolare, risulta molto superiore rispetto a quella espressa verso i notai, gli avvocati e i farmacisti. Perch&eacute; si tratta di figure sociali ritenute &quot;popolari&quot;, che svolgono attivit&agrave; usuranti.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>2. La seconda ragione &egrave; stata espressa, con chiarezza, dallo stesso Monti nei giorni scorsi, quando ha osservato che &quot;per decenni si &egrave; coltivato e rispettato pi&ugrave; l'interesse delle singole categorie che l'interesse generale&quot;. Anche se questo duplice sentimento attraversa tutti. Cos&igrave;, l'attenzione all'interesse generale ci fa apprezzare Monti e le politiche del governo, comprese le liberalizzazioni. Ma l'interesse di categoria ci spinge a reagire con insofferenza. Visto che tutti - o, almeno, molti - sono (siamo): tassisti, notai, avvocati, pensionati, avvocati, benzinai, commercianti, camionisti, professori, ecc. (Senza trascurare le differenze sociali, di reddito, posizione, fatica fra queste professioni.) Intendo dire che dentro di noi convivono e confliggono diversi interessi e diverse condizioni. Che dividono l'identit&agrave; civica e quella di categoria.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>3. Da ci&ograve; il dualismo di sentimenti che coabitano in noi. Da un lato, il consenso - di proporzioni larghe - verso Monti e verso il governo. Dall'altro, il peso, altrettanto esteso, del dissenso e delle proteste verso le politiche governative. Perch&eacute; gran parte dei cittadini si rende conto che molte scelte di Monti sono obbligate e necessarie. Anche se criticabili e migliorabili. E gran parte dei cittadini, inoltre, teme la caduta del governo. Non solo per paura di &quot;tornare indietro&quot;. Al passato politico che incombe, come una minaccia. Ma perch&eacute; si rischierebbero la ripresa delle guerre politiche e del conflitto sociale. Tuttavia, ci&ograve; non impedisce agli specifici interessi e alle specifiche rivendicazioni - sociali, economiche e locali - di emergere ed esprimersi. In modo talora acceso.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>4. C'&egrave;, infine, una ragione pi&ugrave; generale. Meno evidente e meno evocata, nel dibattito pubblico. Ma forse la pi&ugrave; pericolosa - a mio parere. Perch&eacute; riguarda - e mette in discussione - la nostra stessa democrazia. Se oggi si assiste al proliferare di conflitti e di proteste puntiformi e senza soluzione &egrave; anche - soprattutto - perch&eacute; tra la societ&agrave;, gli interessi e il governo - lo Stato - c'&egrave; il vuoto. Non c'&egrave; rappresentanza, ma neppure &quot;composizione&quot; e &quot;aggregazione&quot; delle domande e degli interessi. Un mestiere che spetta alle grandi organizzazioni economiche, ma, soprattutto e in primo luogo, ai partiti. I quali hanno &quot;delegato&quot; a Monti i compiti che essi non si sentono in grado di affrontare, anche - forse soprattutto - per timore delle conseguenze elettorali.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un problema che lacera il centrodestra - particolarmente sensibile al richiamo degli interessi dei lavoratori autonomi e delle professioni. Ma che inquieta anche il centrosinistra, in difficolt&agrave; ad affrontare i temi della mobilit&agrave; (del lavoro). Non &egrave; un caso che gli unici soggetti ad agire apertamente sulla scena politica, oggi, siano coloro che &quot;moltiplicano&quot; e amplificano le proteste di categoria, invece di ri-comporle. La Lega, in primo luogo. Ma anche l'IdV e Sel, per quanto in modo reticente.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ne esce il quadro - in frantumi - di una &quot;democrazia immediata&quot; (per riprendere la definizione del marchese di Condorcet, nella Francia rivoluzionaria del Settecento). In duplice senso.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>A) Perch&eacute; ogni domanda e ogni spinta sociale si rovescia &quot;immediatamente&quot; sulla scena pubblica. Visto che non solo i media tradizionali (per prima la Tv), ma Internet, i cellulari e i palmari, Facebook e Twitter danno visibilit&agrave; e rilevanza &quot;immediata&quot; a ogni rivendicazione e a ogni protesta. Mentre ogni rivendicazione e ogni protesta pu&ograve;, comunque, produrre conseguenze pesanti a livello pubblico e sociale, quando sia in grado di interrompere la comunicazione e la mobilit&agrave; - strade, autostrade, citt&agrave;, aerei, ferrovie.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>B) Ma questa democrazia appare, d'altronde, im-mediata, in quanto priva di &quot;mediazioni&quot; e di &quot;mediazione&quot;. Per il deficit di rappresentanza politica espresso dai partiti. Per la tendenza e la tentazione di affidare l'unica forma di mediazione ai &quot;media&quot;.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questa democrazia im-mediata e iper-mediata (dai media), al tempo stesso, pu&ograve;, forse, piacere a coloro che celebrano l'antipolitica e auspicano la morte della politica, dei politici e dei partiti. Ma rischia di compromettere le sorti della democrazia rappresentativa. &nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><em>Fondazione Unipolis si basa su un sondaggio condotto nei giorni 18-27 gennaio 2012 da Demetra (metodo CATI). Campione rappresentativo della popolazione italiana di et&agrave; superiore ai 15 anni (margine di errore 2.1%). Documentazione completa su www.sondaggipoliticoelettorali.it&nbsp;</em></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tratto da <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/30/news/italiani_lotta_governo-28993174/index.html?ref=search">www.repubblica.it</a></div>]]></description>
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<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Liberalizzazioni: il fantasma populista dietro le lenzuola(te)]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Antonio Spissu</em></p>
<p style="text-align: justify;"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">Con un'accelerazione quasi sorprendente in un altrimenti tormentato percorso quasi ventennale, il Governo Monti ha varato il Decreto-Legge sulla Concorrenza, le Liberalizzazioni e le Infrastrutture. </span></font></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">Il provvedimento, ribattezzato all'epoca del secondo Governo Prodi &ldquo;la lenzuolata&rdquo;, rappresenta una delle misure pi&ugrave; attese ed &egrave; da molti considerato come un viatico indispensabile per ridare spinta propulsiva e crescita ad un Paese come l'Italia, caratterizzato negli ultimi decenni da una totale stagnazione economica. La proposta, basata su uno schema elaborato e presentato due anni fa in Parlamento dagli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, &egrave; molto ampia, non solo nel numero e nel relativo peso sull'economia dei settori interessati, ma anche nelle linee generali che la caratterizzano. Per questa ragione, come &egrave; stato fatto notare da pi&ugrave; parti, &egrave; forse prematuro dare un giudizio ed &egrave; pi&ugrave; saggio aspettare che i provvedimenti vengano tradotti in misure concrete. Anche perch&eacute;, mai come in questo caso, il diavolo sta nei dettagli. Azzardiamo per&ograve; una prima analisi, per capire cosa si cela </span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">dentro</span></i></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> il provvedimento</span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">, cosa sta </span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">sotto</span></i></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal"> (la teoria economica), ma soprattutto chi si nasconde </span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">dietro</span></i></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal"> le lenzuolate.  </span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">Sotto le lenzuola(te): la teoria economica</span></i></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">      </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Le ragioni per cui pu&ograve; rendersi necessario mettere in atto misure a favore della concorrenza variano a seconda della tipologia di settori di attivit&agrave; economica e delle regolazioni che intervengono su di essi. In alcuni casi la mancanza di concorrenza &egrave; dovuta all'esistenza di regolamenti che precludono l'ingresso di altri operatori nel mercato in questione. Per citare solo alcuni esempi nostrani, rientrano in questa categorie i taxi, le farmacie, gli avvocati, i notai e chi pi&ugrave; ne ha, pi&ugrave; ne metta. Limitando la libert&agrave; d'ingresso si favorisce chi sta dentro (anche se inefficiente) a scapito di chi sta fuori (anche se pi&ugrave; bravo). Quando poi viene delegata la capacit&agrave; di autoregolamentazione alle categorie interessate, le norme anti-competitive possono moltiplicarsi: basti pensare alle tariffe minime ed al divieto di pubblicit&agrave; imposto da alcuni ordini professionali. Il risultato &egrave; il mantenimento artificialmente alto del livello dei prezzi, che rappresenta una vera e propria tassa occulta. </span></span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">In alcuni casi invece, le caratteristiche intrinseche del mercato impongono a monte delle limitazioni alla concorrenza. Nei settori a rete ad esempio, come quello  </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">elettrico, del gas, delle telecomunicazioni, del trasporto ferroviario e aereo, delle autostrade, la necessit&agrave; di operare su un'infrastruttura che sarebbe inefficiente replicare, impone una limitazione &ldquo;naturale&rdquo; al regime di concorrenza. Possono per&ograve; essere liberalizzati i servizi offerti sull'infrastruttura. In questa logica rientra la separazione prevista tra ENI e Snam Rete Gas, che dovrebbe contribuire ad abbassare i prezzi in  questo settore.</span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Seppur con qualche distinguo insomma, i benefici delle liberalizzazioni sono stati gi&agrave; da parecchio tempo evidenziati dalla teoria economica, soprattutto quando vanno ad abbattere barriere poste a difesa di caste inefficienti ed improduttive. Studi provenienti da una pluralit&agrave; di settori e contesti economici mostrano come alle liberalizzazioni siano spesso associati una riduzione dei prezzi, un aumento della produttivit&agrave;, una maggiore creazione di posti di lavoro e quindi nel complesso una crescita economica. Su questo punto sembra esserci un qualche consenso tra economisti neoclassici, cari ai conservatori, ed economisti considerati pi&ugrave; vicini alla sinistra, come nel caso di Garibaldi e Boeri ispiratori del decreto. Concordano anche le Istituzioni internazionali e la Commissione Europea, che pi&ugrave; volte hanno richiamato l'Italia a rispettare i principi europei in materia di concorrenza. </span></span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i>Dentro le lenzuola(te): cosa cambia</i></font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Per iniziare a presentare alcuni dettagli del decreto sulle liberalizzazioni non si pu&ograve; che partire dai </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>taxi. </b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Gi&agrave; all'epoca del tentativo del ministro Bersani i tassisti avevano guidato le proteste portando di fatto al blocco del provvedimento. La norma controversa nel provvedimento attuale &egrave; l'attribuzione dell'autorit&agrave; di regolamentazione all'Autorit&agrave; Trasporti, sottratta cos&igrave; ai comuni, pi&ugrave; facilmente &ldquo;influenzabili&rdquo; dai tassisti. L'obiettivo finale anche in questo caso &egrave; il miglioramento del servizio e la diminuzione dei prezzi, ora fra i pi&ugrave; alti in Europa. Verr&agrave; inoltre aumentato il numero delle </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>farmacie</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">, introducendo la possibilit&agrave; per gli esercizi di decidere orari ed eventuali sconti. Viene deregolamentato anche il settore dei </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>giornalai</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">, che vedono incrementate tra l'altro le tipologie di merci vendibili. Novit&agrave; anche per i </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>distributori</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> di carburante, che potranno decidere da chi approvvigionarsi,vendere vari prodotti nei loro punti vendita e offrire sconti e promozioni. Per quanto riguarda le </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>assicurazioni</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> viene introdotta la novit&agrave; della </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">scatola nera </span></i></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">e l'obbligo di fornire preventivi pi&ugrave; chiari e confrontabili con quelli dei concorrenti. Importanti in particolare le novit&agrave; per i </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>giovani</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">: viene istituita la possibilit&agrave; di fondare una societ&agrave; con un solo euro di capitale e senza atto notarile, viene data la possibilit&agrave; di effettuare i tirocini durante gli anni di universit&agrave; e vengono introdotti incentivi per promuovere la stabilizzazione contrattuale. Gi&agrave; citato il provvedimento di scorporo sulla </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>rete del gas</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> e misure simili vengono adottate per quanto riguarda il </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>trasporto ferroviario</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">.</span></span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Sicuramente le misure proposte possono e devono essere potenziate. Ad esempio sembrano poco incisive le misure sui </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><b>notai</b></span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">; occorre inoltre fare qualcosa nel settore bancario e cercare di mettere un freno alle partecipazioni incrociate che rappresentano un pesante cappio sull'economia italiana. Gi&agrave; allo stato attuale per&ograve; le misure adottate porteranno risparmi per le famiglie quantificati tra i 500 ed i 1000 euro all'anno dalle associazioni di consumatori.</span></span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; font-style: normal; line-height: 150%"><font color="#000000"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i>Dietro le lenzuola(te): i fantasmi populisti</i></font></font></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">E allora perch&eacute; vengono osteggiate le liberalizzazioni e soprattutto, da chi? Come &egrave; comprensibile alcune categorie interessate dal provvedimento cercano di tutelarsi. Il problema per&ograve;, nelle parole dello stesso Monti, &egrave; che l'insieme dei singoli, legittimi interessi, nell'insieme crea una serie di lacci che imbrigliano lo sviluppo italiano. A discapito di tutti. Accanto alle preoccupazioni legittime di qualche categoria, acutizzate dalle precarie condizioni economiche, si muove poi un sottobosco di privilegiati che non vuole rinunciare ai propri vantaggi, anche a costo di continuare a ballare sul Titanic. Il problema non &egrave; pi&ugrave; ormai solo l'equit&agrave; e l'offrire opportunit&agrave; a quel 50% di giovani esclusi dal mercato del lavoro, ma &egrave; in gioco la sopravvivenza stessa del Paese e dell'Europa. Insomma, dopo quasi due decenni di peggioramento relativo delle condizioni economiche, cercare di preservare lo status quo non &egrave; pi&ugrave; un opzione percorribile. </span></span></font></font></span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0in; line-height: 150%"><font color="#000000"><span style="text-decoration: none">   </span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Le proteste comunque continuano. Oltre alle categorie colpite, il decreto rischia di trovare anche un opposizione interna al parlamento dato che, come qualcuno ha fatto notare, sono </span></span>341<span style="font-weight: normal"> i parlamentari toccati dal provvedimento, tra avvocati, giornalisti, medici, ingegneri, commercialisti, architetti, notai e farmacisti. Infine, a soffiare sul fuoco delle polemiche non potevano che esserci loro: i populisti. In particolare i rappresentanti dell'ex governo, che dopo aver portato l'Italia sull'orlo del baratro, cercano senza scrupoli di lucrare politicamente su un malessere che loro stessi hanno contribuito  a creare. Stiamo parlando della premiata ditta populista B&amp;B, Berlusconi-Bossi. Il primo sceso in campo come alfiere delle libert&agrave;, soprattutto economiche, preso da crisi d'astinenza da visibilit&agrave;, si permette di bocciare </span></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><i><span style="font-weight: normal">en passant </span></i></font></font></span></font><font color="#000000"><span style="text-decoration: none"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">le liberalizzazioni, in uscita dalla sua visita abituale al tribunale di Milano per le battute finali del processo Mills. Il secondo, nato riformatore e cresciuto reazionario, dopo aver nutrito di aria fritta sotto forma di promesse e slogan il suo amato popolo Padano, cerca ora di rifarsi una verginit&agrave; e di frenare l'emorragia di voti sparando a zero sul Governo Monti. Purtroppo per loro per&ograve;, la gente di fantasmi ne ne ha visto fin troppi e nessuno ormai gli presta pi&ugrave; attenzione.  </span></span></font></font></span></font><font color="#000000"><font face="Times New Roman, serif"><font size="2"><b><br />
</b></font></font></font></p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=478</link>
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</item>
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<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Massimo D'Alema con il PD Bruxelles - Incontro con la comunità italiana a Anderlecht - insieme a Laurette Onkelinx, Vicepremier belga]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Nicola Tinelli</em></p>
<p>Il tema della doppia cittadinanza e dell&rsquo;integrazione della numerosissima comunit&agrave; italiana presente in Belgio &egrave; da sempre uno dei temi nei quali il circolo del PD di Bruxelles &egrave; pi&ugrave; attivo. Per questo motivo e alla luce della possibilit&agrave; dal 4 giugno 2010 finalmente per gli italiani residenti in Belgio di veder affermato il loro diritto alla doppia cittadinanza, il PD di Bruxelles ha organizzato il 23 gennaio 2012 un&rsquo;assemblea dal titolo &ldquo;Integrazione, Cittadinanza, Diritti&rdquo;. L&rsquo;incontro ha visto la partecipazione dell&rsquo;On. Massimo D&rsquo;Alema e del Vice Primo Ministro belga Laurette Onkelinx, due esponenti della sinistra europea impegnati in prima persona sulle questioni riguardanti l&rsquo;integrazione degli stranieri all&rsquo;interno dei Paesi europei e il mantenimento della loro identit&agrave; culturale.</p>
<p>Il Vice Primo Ministro Onkelinx, anche in veste del suo incarico di Ministro delle Politiche Sociali, ha sottolineato l&rsquo;importanza epocale della conquista raggiunta attraverso la doppia nazionalit&agrave; che assume dei connotati cruciali prima di tutto dal punto di vista identitario e culturale. Sul piano pi&ugrave; strettamente politico invece, il Vice Primo Ministro belga ha esaltato i diritti che conseguono per i beneficiari, in particolar modo il diritto di votare e di potersi impegnare direttamente per tutte le elezioni che si terranno in Belgio senza per&ograve; rinunciare al diritto di esprimere il proprio voto anche in Italia.</p>
<p>Massimo D&rsquo;Alema ha ricordato il ruolo decisivo che ha avuto il governo di centro sinistra, quello di guidato da Prodi nel 2006, nel promuovere e poi completare il processo che ha portato all&rsquo;acquisizione di questo diritto per centinaia di migliaia di connazionali da anni presenti sul territorio belga. &Egrave; fondamentale inoltre secondo il leader italiano, di far cogliere il valore della doppia cittadinanza incoraggiando i cittadini a beneficiare di questa possibilit&agrave; e di poter partecipare quindi attivamente alla vita politica in Belgio.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;ex ministro degli esteri italiano ha inoltre affermato il bisogno di una maggiore unit&agrave; tra le comunit&agrave; italiane nel mondo le quali sono protagoniste di un forte attaccamento alle loro origini e identit&agrave; nazionali. Perci&ograve; una pi&ugrave; dinamica politica dell&rsquo;integrazione per la cosiddetta &ldquo;altra Italia&rdquo; dispersa per il mondo, deve divenire, secondo D&rsquo;Alema, un pilastro portante della nostra politica estera.</p>
<p>Infine, proprio perch&eacute; l&rsquo;incontro si &egrave; tenuto nella capitale di tutti gli europei, Bruxelles, non sono mancate da parte dei due esponenti delle considerazioni sulla situazione europea di oggi e del suo modello sociale che sembra in crisi.</p>
<p>&Egrave; soprattutto nella triade &ldquo;Integrazione, Cittadinanza e Diritti&rdquo; che deve affermarsi e approfondirsi un&rsquo;identit&agrave; europea pi&ugrave; compiuta. Onkelinx e D&rsquo;Alema hanno espresso la loro preoccupazione verso la situazione economico sociale che vive il nostro continente e le cure che i leader europei stanno proponendo per far fronte alla grave crisi economica che il continente sta vivendo. Una politica europea meramente cementificata sull&rsquo;austerit&agrave; dei bilanci pubblici e dimentica della crescita economica e della centralit&agrave; del lavoro per i suoi cittadini &egrave; destinata al fallimento e non potr&agrave; che allontanare il popolo europeo da un progetto d&rsquo;integrazione che rischia di deluderlo o addirittura di penalizzarlo.</p>
<p>Per questo motivo, concludono gli ospiti, abbiamo oggigiorno bisogno di pi&ugrave; Europa e di migliori politiche europee che rispondano in modo lungimirante ai problemi dei suoi cittadini. &Egrave; questa una proposta e una sfida che la sinistra europea deve saper cogliere in vista anche delle future elezioni politiche in alcuni stati membri fondatori e delle votazioni riguardanti il Parlamento Europeo.</p>
<h4><a href="http://www.pdbrux.eu/gallery.asp?id=34"><strong>Guarda le foto dell'evento!</strong></a></h4>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=477</link>
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</item>
<item>
<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Garavini: Con doppia cittadinanza si arricchisce italianità]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Laura Garavini</em>&nbsp;</p>
<div><strong>Con il PD di Bruxelles al dibattito tra D&rsquo;Alema e Onkelinx su doppia cittadinanza.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&quot;Acquisire la doppia cittadinanza consente di mantenere le proprie origini, integrandole in un nuovo mondo di diritti. La doppia cittadinanza non compromette la propria identit&agrave;. Al contrario, offre la possibilit&agrave; d&rsquo;integrarsi definitivamente in un nuovo paese, esercitando i propri diritti politici e di rappresentanza&rdquo;. Lo ha detto Laura Garavini, deputata del Partito Democratico eletta nella Circoscrizione Europa, che gi&agrave; con uno dei suoi primi atti parlamentari aveva rilanciato l&rsquo;azione intrapresa dal Governo Prodi per il riconoscimento della doppia cittadinanza. &lsquo;Integrazione, cittadinanza, diritti&rsquo;, il dibattito promosso dal Circolo del Partito Democratico di Bruxelles e moderato dal segretario Francesco Cerasani, ha visto la presenza di Massimo D&rsquo;Alema e del Vice Primo Ministro del Belgio, Laurette Onkelinx.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;La denuncia della Convenzione di Strasburgo, che impediva la doppia cittadinanza, &egrave; stata un passo avanti verso la cittadinanza europea&rdquo;, ha detto la deputata PD. &ldquo;Ora, con lo stesso spirito progressista, dobbiamo agevolare l&rsquo;acquisizione della cittadinanza italiana. Un intervento doveroso, perch&eacute; la rigidit&agrave; della normativa attuale ostacola l&rsquo;integrazione degli immigrati, ma anche il recupero della nazionalit&agrave; da parte dei nostri emigrati nel mondo&rdquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tratto da <a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/229733/garavini-con-doppia-cittadinanza-si-arricchisce-italianit.htm">www.partitodemocratico.it</a></div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=480</link>
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</item>
<item>
<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Invito all'incontro "L'Europe est en crise"]]></title>
<description><![CDATA[<p>L&rsquo;ultra lib&eacute;ralisme fait des ravages, les temps &agrave; venir seront durs et risquent de toucher de plein fouet les citoyens, &nbsp;surtout les plus faibles.</p>
<div>&nbsp;</div>
<div>En m&ecirc;me temps, de nouvelles exp&eacute;riences voient le jour au niveau politique.</div>
<div>Comment la politique peut-elle mieux r&eacute;pondre aux d&eacute;fis futurs ?</div>
<div>Les partis progressistes doivent-ils se r&eacute;former ?</div>
<div>Que nous apprend l&rsquo;exp&eacute;rience du Parti D&eacute;mocrate italien ? &nbsp;&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Pour tenter de r&eacute;pondre &agrave; ces questions, un panel de responsables politiques, belges et italiens en d&eacute;battront &agrave; La Louvi&egrave;re.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>En <a href="http://www.pdbrux.eu/Archivio/2/conference_pd_30.01_version_6_(1).pdf"><strong>annexe</strong></a> l&rsquo;affiche de la soir&eacute;e.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nous avons le plaisir de vous inviter &agrave; participer &agrave; ce meeting politique le</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp; &nbsp; <strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Lundi 30 janvier &agrave; 18h00</strong></div>
<div><strong>&agrave; la Maison des Associations - Place Mansart, 21 &ndash; 7100 La Louvi&egrave;re</strong></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Un cocktail sera offert &agrave; la fin de la rencontre.</div>
<div>&nbsp;</div>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=476</link>
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</item>
<item>
<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Sintesi riunione esecutivo 11 gennaio]]></title>
<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><u>Presenti:</u></p>
<div style="text-align: justify;">F. Panzetti, K. Falasca, B. Roffi, S. de la Parra, G. Campogrande, P. Clarotti, C. Scano, P. Emili, F. Cerasani. Presenti anche A. Buffa e G. Di Blasi.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Francesco:&nbsp;Dopo l'iniziativa con D'Alema sar&agrave; necessario avviare una fase di riflessione all'interno dell'esecutivo, e poi tra tutti gli iscritti, che permetta di riprogrammare le nostre iniziative politiche e le nostre priorit&agrave;, ad un anno dal Congresso e alla luce delle scadenze future nonch&eacute; di quanto fatto finora.</div>
<div style="text-align: justify;">La proposta &egrave; di aprire un percorso che ci porti alla prossima assemblea, entro fine febbraio, con idee e punti concreti (anche sotto forma di un documento sintetico) che siano posti all'attenzione degli iscritti, lasciando ampio spazio per un dibattito. Tra le priorit&agrave; da sottolineare ci saranno certamente le iniziative territoriali in vista delle elezioni municipali, il rapporto con il mondo associativo in vista dei comites e l'avvio del gruppo di lavoro sull'Europa.</div>
<div style="text-align: justify;">La prossima riunione di esecutivo, giovedi 26 gennaio, sar&agrave; dedicata proprio a questo, per quella data sar&agrave; presentata una prima bozza di proposte.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Sergio: una riflessione su come riprogrammare le nostre priorit&agrave; politiche sar&agrave; necessaria anche per dare maggiore coerenza alla nostra azione. Occorre avere una programmazione pi&ugrave; strategica e fissare alcuni temi principali da sviluppare nel corso dell'anno. E' anche importante dare pi&ugrave; spazio alla discussione politica interna e dedicarci di pi&ugrave; alla elaborazione politica.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Barbara: Giusto avere una riflessione su come riprogrammare le nostre attivit&agrave;, in ogni caso la coerenza &nbsp;e l'elaborazione di contenuti e proposte sono state sempre presenti nel realizzare le nostre attivit&agrave; finora. Il gruppo Europa, in fase di avvio, sar&agrave; un'ottima occasione per continuare in questa direzione.</div>
<div style="text-align: justify;">E' poi necessario trovare pi&ugrave; frequenti momenti di riflessione comune tra l'esecutivo, cominciando con il riunirsi pi&ugrave; spesso. Sar&agrave; fondamentale in questo senso poter trovare una sede fissa per le riunioni e le iniziative del circolo.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Giulio: Sar&agrave; importante anche scegliere alcune tematiche principali sui cui sviluppare campagne politiche e di comunicazione specifiche.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Pietro: nel quadro della programmazione delle iniziative di radicamento territoriale e in vista delle elezioni amministrative, abbiamo fissato la data del 28 marzo per un incontro pubblico con i partiti progressisti europei e con il P dei municipi di Koekelberg, Sainte Agathe, Berchem, Jette, Ganshoren, Molenbeek.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">Karola: Prendiamo l'impegno di fissare le riunioni di esecutivo ogni due settimane, il gioved&igrave;.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;"><u>Conclusioni:</u></div>
<div style="text-align: justify;">Prossima riunione dell'esecutivo giovedi 26 gennaio (luogo da precisare) ore 19, ordine del giorno:&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;">- preparazione assemblea</div>
<div style="text-align: justify;">- comunicazioni sul gruppo Europa</div>
<div style="text-align: justify;">- ricerca nuova sede.</div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;"><u>Prossime scadenze per febbraio:</u></div>
<div style="text-align: justify;">3 febbraio iniziativa Italia110 al Parlamento Europeo, promossa con il Dipartimento Universit&agrave; del PD</div>
<div style="text-align: justify;">7 febbraio prima riunione gruppo Europa con Virgilio Dastoli</div>
<div style="text-align: justify;">9 febbraio riunione esecutivo.</div>
<div style="text-align: justify;">23 febbraio riunione esecutivo</div>
<div style="text-align: justify;">28 o 29 febbraio Assemblea di circolo.</div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=472</link>
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</item>
<item>
<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Qui si fa l'Europa o si muore]]></title>
<description><![CDATA[<div>Venerd&igrave; 3 febbraio 2012 arriva a Bruxelles <strong>Italia110</strong>, l&rsquo;iniziativa del Dipartimento Universit&agrave; e Ricerca del Partito Democratico per raccogliere nuove idee e proposte sui temi del lavoro e dell&rsquo;universit&agrave; dopo le tappe di Roma e Milano la scorsa estate. L&rsquo;Europa &egrave; il nostro orizzonte di riferimento ma la crisi economica e anche (forse soprattutto) politica sta mettendo in pericolo le conquiste ottenute finora.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il 3 febbraio vogliamo riflettere su due questioni in particolare: il senso dell&rsquo;essere europeisti oggi di fronte al riemergere di sentimenti nazionali e la necessit&agrave;, per costruire una nuova Italia in una nuova Europa, di chiamare a raccolta pi&ugrave; intelligenze possibili, a partire da quelle che ogni anno lasciano il nostro Paese con un fagotto di capacit&agrave; in cerca di un valido riconoscimento all&rsquo;estero.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;appuntamento dunque &egrave; fissato per il <strong>3 febbraio 2012 dalle ore 14 alle 19 al Parlamento europeo</strong>. Speriamo siano con noi molti italiani che vivono e lavorano nel cuore dell&rsquo;Europa, e certamente ci saranno, tra gli altri, Luigi Berlinguer, Monica Frassoni, Daniel Gros, Ilaria Maselli, Alessia Mosca, Fabrizio Pagani, Alessandro Rosina, David Sassoli, Riccardo Spezia, Emilie Turunen, Guglielmo Vaccaro, Eleonora Voltolina, Marco Zatterin e poi ancora Lo Spazio della Politica, i Quattro Gatti, lo European Youth Forum, La Fonderia di Oxford, RENA e il PD di Bruxelles.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sul sito di Italia110 trovi il <a href="http://www.partitodemocratico.it/doc/228370/Italia110/qui-si-fa-leuropa-o-si-muore.htm"><strong>programma provvisorio</strong></a> e il <a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/228924/italia110-a-bruxelles-iscriviti.htm"><strong>modulo di iscrizione</strong></a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<p><strong>IMPORTANTE: L&rsquo;iscrizione &egrave; obbligatoria per motivi di sicurezza al Parlamento Europeo, affrettati a farla </strong><a href="http://beta.partitodemocratico.it/doc/228924/italia110-a-bruxelles-iscriviti.htm "><strong>online</strong></a><strong>!!&nbsp;</strong></p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=471</link>
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</item>
</channel>
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