<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1" ?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
<channel>
<title>PD Bruxelles Rss News</title>
<link>http://www.pdbrux.eu</link>
<atom:link href="http://www.pdbrux.eu/news/rss.asp" rel="self" type="application/rss+xml" />
<description>Latest News</description>
<language>it</language>
<managingEditor>info@pdbrux.eu (Davide Pernice)</managingEditor>
<webMaster>fmm@beecom.it (Fabrizio Martini Mortali)</webMaster>
<generator>Hive Website Management System</generator>
<docs>http://www.rssboard.org/rss-specification</docs>
<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 23:00:00 GMT</lastBuildDate>
<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<item>
<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[La crisi e il compito della sinistra]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Alfredo Reichlin - L'Unit&agrave;</em></p>
<div>Tutto &egrave; molto difficile. Ma se vado alla sostanza delle cose vedo che una uscita da destra democratica, di stampo europeo, non esiste. Una destra pu&ograve; anche vincere ma sarebbe solo un esito catastrofico della crisi italiana. Si aprirebbe una lotta tra vecchi e nuovi avventurieri sostenuti dall'agitazione sempre pi&ugrave; demagogica e populista delle varie TV contro i partiti. Assisteremo non solo all`impoverimento del Paese (in una certa misura e per qualche tempo inevitabile) ma alla sua disarticolazione: sociale e territoriale. Il tramonto dell'Italia come grande nazione.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Sulle nostre spalle pesa, quindi, una responsabilit&agrave; enorme. Ma &egrave; proprio il bisogno di unit&agrave; della nazione, ed &egrave; la domanda di Europa che colloca il Pd al centro della situazione. Sono le cose che chiedono un nuovo grande patto sociale e una riscossa civile come la condizione per voltare pagina. Ma noi siamo all'altezza di questo compito? Riusciamo a farci percepire come &quot;la speranza&quot;, cio&egrave; come la cosa di cui questo paese ha un disperato bisogno: di non cedere ai rancori e alla paura per credere invece che cambiare &egrave; possibile? Questo io mi chiedo e mi convinco sempre di pi&ugrave; che occorre dare battaglia, anche dentro il Pd, per uscire dalle vecchie logiche di potere e dare un senso alla politica in quanto possibilit&agrave; degli uomini di uscire dalla passivit&agrave; e di influire sulle sorti della propria vita. E quindi, anche per contare qualcosa nel mondo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non mi nascondo che i mesi che stanno davanti a noi saranno difficilissimi, forse drammatici. Ma mi rifiuto di inseguire solo gli &quot;spread&quot;. Voglio cominciare a chiamare le cose con il loro nome. Chi sono questi misteriosi mercati? Io non credo che sbagliavamo quando cominciammo noi per primi a parlare - molto tempo fa su queste colonne - della grande crisi economica dell'Occidente come della rottura dell' &quot;ordine&quot; mondiale. Un &quot;ordine&quot; non solo economico ma politico e anche, se non soprattutto, intellettuale e morale. Non voglio ripetere cose gi&agrave; dette e ridette sulla finanza. &Egrave; sempre pi&ugrave; chiaro che fu fatale la decisione della destra anglo-americana di porre fine al cosiddetto compromesso socialdemocratico e di affidare alle logiche dei mercati finanziari il governo delle societ&agrave; umane. Si &egrave; visto il risultato. I mercati finanziari sono &quot;ciechi&quot;. La loro natura &egrave; speculativa. Vedono solo ci&ograve; che si pu&ograve; guadagnare nel breve periodo. Prendi i soldi e scappa. Si spostano nel mondo con un &quot;clic&quot; sul computer, in pochi secondi. La sorte di una grande e antica storia come quella del popolo greco, oppure il fatto che per mettere in piedi una fabbrica ci vogliono anni, tutto questo non &egrave; affare dei mercati finanziari. Naturalmente, sto semplificando. So benissimo che senza la finanza, gli imprenditori e gli Stati non possono nemmeno fare progetti per il lungo periodo. So bene che sono serviti grandi capitali per finanziare l'esplosivo sviluppo del mondo arretrato. Conosco i costi giganteschi della rivoluzione scientifica in atto: il digitale, l'informazione. Non sono un &quot;indignado&quot; che demonizza il ruolo della finanza.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>So tutto questo. Ma ci&ograve; che io penso &egrave; altro. Penso che occorre allargare il campo della riflessione. Perch&eacute; ci&ograve; che ormai sta venendo in discussione non &egrave; solo un problema economico. Dietro i meccanismi degli &quot;spread&quot; c'&egrave; ben altro. E io credo che sia arrivato il momento di chiamare le cose con il loro nome. Incombe su tutto - questo io credo - la formazione di un potere quale non si era mai visto cos&igrave; grande dopo la rivoluzione francese e la nascita del Terzo Stato, cio&egrave; della borghesia moderna. Questo &egrave; il dato. Cito solo un piccolo fatto italiano. Qualcuno denunciava gli stipendi troppo alti della tecnocrazia italiana e citava il manager Tronchetti-Provera il quale guadagnerebbe una cifra annua corrispondente a 60mila euro al giorno. Il Tronchetti freddamente precis&ograve; che si trattava di circa la met&agrave;. Ma il punto non &egrave; questo anche perch&eacute; c`&egrave; gente che guadagna molto di pi&ugrave;. E la domanda sul tipo di societ&agrave; in cui viviamo. La grande maggioranza degli italiani guadagna poco pi&ugrave; di mille euro al mese. Quindi 30-35 euro al giorno. Quindi 30 non contro 300 ma contro 30.000. Mi chiedo: dopo i grandi sultani dell`Oriente e i grandi principi europei prima della rivoluzione francese e dalla nascita dello Stato moderno si erano mai viste distanze cos&igrave; grandi?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Non sto sollevando un problema di giustizia. Sto cercando di capire cosa sia il sistema attuale. &Egrave; il capitalismo che abbiamo conosciuto fino a ieri? Il capitalismo, dopotutto, &egrave; stato una civilt&agrave;, si &egrave; retto anche su un compromesso sociale. Certo, &egrave; stato lo sfruttamento del lavoro ma, insieme con esso, la formazione della societ&agrave; del benessere. &Egrave; stato la pi&ugrave; grande macchina per la ricchezza che ha consentito in due secoli di fare molto di pi&ugrave; che nei ventimila anni precedenti. Questo &egrave; stato, con tutte le sue ingiustizie ma anche le sue conquiste di libert&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Adesso siamo di fronte a un'altra cosa. Siamo alla crisi di questa civilt&agrave;: la civilt&agrave; del lavoro umano e della valorizzazione delle capacit&agrave; creative dell'imprenditore. Siamo alla riduzione della ricchezza al denaro. Ma un denaro fasullo fatto col denaro. Siamo al fatto che il mondo &egrave; stato inondato da una moneta fittizia la cui massa &egrave; ormai diventata tale da superare di nove volte la produzione della ricchezza mondiale. Chi paga? Devo ripeterlo perch&eacute; &egrave; proprio cos&igrave;: l'economia di carta si sta mangiando l'economia reale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La situazione &egrave; drammatica ma anche molto semplice. &Egrave; chiaro che questo sistema non &egrave; in grado di dare un futuro al mondo. Mette a rischio valori e beni essenziali. La drammatica vicenda europea &egrave; cos&igrave; che va letta. &Egrave; su questo terreno che la democrazia moderna si sta giocando tutto. Al punto che il presidente della Consob (non un pericoloso sovversivo ma il garante della Borsa di Milano) ha tuonato contro la &quot;dittatura&quot; dei cosiddetti mercati finanziari e ha denunciato il fatto che questi mercati, attribuendo ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, stanno nei fatti vanificando il principio del suffragio universale. Caspita. Allora ho ragione io. E di potere politico che dobbiamo parlare non solo di economia. Ecco la necessit&agrave; e il ruolo della politica. Bisogna alzare il tiro. Bisognerebbe immaginare l'Europa anche come un grande &quot;fatto politico&quot;, cio&egrave; come un fattore essenziale della lotta per una nuova civilt&agrave; del lavoro. Io &egrave; qui che vorrei vivessero i miei nipoti: nel luogo pi&ugrave; bello e pi&ugrave; civile del mondo. Dove l'uomo, in quanto persona, conta.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Certo, l'uscita dalla crisi economica sar&agrave; lenta e richieder&agrave; saggezza e realismo. Il nemico non sono le banche, senza le quali si ferma tutto. Ci&ograve; che &egrave; necessario &egrave; la creazione di un nuovo potere democratico capace di contrastare lo strapotere dell'oligarchia dominante. Questo &egrave; il compito della sinistra.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tratto da <strong><a target="_blank" href="http://www.partitodemocratico.it/doc/236199/lanalisi-la-crisi-e-il-compito-della-sinistra.htm?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook">www.partitodemocratico.it</a></strong></div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=513</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews513</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Thu, 17 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Video: Cancellare i Comites? No: Istruzioni per l’uso]]></title>
<description><![CDATA[<div>E disponibile <strong><a target="_blank" href="http://www.youdem.tv/doc/236163/cancellare-i-comites-no-istruzioni-per-luso.htm?utm_source=MailingList&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=20120518+-+Pd+mondo+-+Cancellare+i+Comites%3F+No%3A+Istruzioni+per+l%E2%80%99uso">online</a></strong> l'ultima puntata del programma condotto da Francesco Cuozzo, Italiani nel mondo chiamano Roma, intitolata &quot;<strong>Cancellare i Comites? No: Istruzioni per l&rsquo;uso</strong>&quot;.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In studio Franco Narducci (Pd), Giuseppe Firrarello (Pdl), Gianluigi Ferretti (L'Italiano). <strong>In collegamento da Bruxelles&nbsp;</strong><strong>Elio Carozza (segretario generale Cgie) </strong>e<strong>&nbsp;</strong>da Zurigo Paolo da Costa (presidente Comites di Zurigo).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=514</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews514</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Germania, gli elettori dicono no all’austerity]]></title>
<description><![CDATA[<p>Domenica 13 maggio gli elettori tedeschi del Land Nord Reno-Westfalia hanno bocciato la cancelliera Angela Merkel e la sua politica di austerit&agrave;.</p>
<div>I risultati delle elezioni in questo Land, il pi&ugrave; grande e popoloso nonch&eacute; cuore dell&rsquo;economia tedesca, hanno avuto un esito negativo ben oltre le aspettative per la CDU, che si &egrave; fermata al 26%. Per rendersi conto del peso del risultato basta ricordare che nelle passate elezioni la CDU aveva ottenuto il 34% e i sondaggi la davano intorno al 30%. Insomma, mai cos&igrave; male dal dopoguerra. Inoltre il candidato per il partito era Norbert Roettgen, ministro dell&rsquo;ambiente molto vicino alla cancelliera Merkel, ulteriore elemento che ha reso la sconfitta ancora pi&ugrave; pesante, soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2013.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La SPD, invece, ha raggiunto un notevole 39% dei consensi, anche grazie l&rsquo;opposizione alle politiche di austerit&agrave; della governatrice Hannelore Kraft. La Kraft &egrave; stata spesso accusata dal governo Merkel di spendere troppo, ma gli elettori l&rsquo;hanno premiata. Dalle elezioni &egrave; uscita male anche la Linke con solo il 2,5%, insufficiente per entrare nel parlamento regionale. I Verdi, invece, si sono mantenuti intorno al 12%, mentre in ascesa sono i liberali dell&rsquo;FDP, con l&rsquo;8,5%, e soprattutto i Pirati, che arrivano ad un consistente 7,5%.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questa clamorosa sconfitta della CDU, insieme alla vittoria di Hollande la scorsa settimana in Francia, renderanno sempre pi&ugrave; difficile alla Merkel imporre la sua linea di austerit&agrave; nel prossimo futuro. Il vento in Europa sta cambiando.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Tratto da <strong><a target="_blank" href="http://www.euprogress.it/2012/05/germania-elettori-no-austerity">www.euprogress.it</a></strong></div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=511</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews511</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Sun, 13 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Resoconto del primo incontro del gruppo "Green Economy"]]></title>
<description><![CDATA[<p>Marted&igrave; 8 maggio si &egrave; tenuto il primo dibattito organizzato dal gruppo di lavoro &ldquo;Green Economy&rdquo;. L'incontro, al quale sono intervenuti l&rsquo;on. Patrizia Toia, Vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca e Energia (ITRE) al PE e Sergio Gentili, Coordinatore Forum Politiche ambientali del Pd, &egrave; stata l&rsquo;occasione per &nbsp;presentare il documento redatto dal gruppo Green Economy e per riflettere insieme sulle prospettive della politica energetica italiana, anche alla luce degli obiettivi fissati al livello europeo.&nbsp;</p>
<div>Come ricordato dall&rsquo;on. Toia, il pacchetto clima-energia &egrave; stato uno dei grandi obiettivi della scorsa legislatura europea, la cui adozione &egrave; stata dettata, in parte, da esigenze ambientali ma anche e soprattutto, per assicurare all&rsquo;Unione europea una maggiore indipendenza energetica alla luce dell&rsquo;instabilit&agrave; del contesto geopolitico attuale. (Basti ricordare che l&rsquo;UE importa quasi il 50% di energia da Paesi Terzi e l&rsquo;Italia &egrave; uno degli Stati membri pi&ugrave; dipendente, importando l&rsquo;80% del proprio fabbisogno).&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Da qui la necessit&agrave; di promuovere l&rsquo;uso di fonti energetiche rinnovabili e di favorire investimenti mirati in questo settore, anche al fine di rispondere agli obiettivi di efficienza energetica dettati dalla Commissione europea. La realizzazione di questi impegni necessita l&rsquo;adozione di un Piano energetico nazionale, che allinei le politiche nazionali a quelle europee e che fissi un programma e obiettivi concreti per assicurare la creazione di un mercato energetico stabile e efficiente.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In tal senso il dott. Gentili ha presentato le posizioni sostenute dal Forum Politiche ambientali del Pd, che considera opportuno, nell'immediato, ridurre il consumo di petrolio e aumentare l&rsquo;uso del gas - meno inquinante - e sul lungo termine favorire l&rsquo;uso di fonti rinnovabili, che rappresentano inoltre un fattore di crescita economica e occupazionale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Va infatti ribadito che l&rsquo;Italia ha un grande potenziale in materia di risorse energetiche alternative e che negli ultimi anni ha realizzato importati successi; nel 2011 l&rsquo;Italia si &egrave; aggiudicata uno dei primi posti nella classifica dei Paesi G-20 per gli investimenti nell&rsquo; eolico e nel solare. Tuttavia, tale quadro rischia di essere pesantemente penalizzato dalle decisioni adottate dall&rsquo;attuale Governo Monti: il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera ha infatti varato due decreti ministeriali che prevedono la riduzione - pari alla met&agrave; dai 6 ai 3 miliardi di euro - dei finanziamenti stanziati per il Conto energia per il solare e il fotovoltaico. Tale logica rischia inoltre di penalizzare la filiera</div>
<div>industriale del settore che, in assenza di incentivi e di</div>
<div>una politica industriale forte, si vedr&agrave; schiacciato dalla concorrenza delle tecnologie straniere, in particolare quella cinese, americana e tedesca.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Questo primo incontro organizzato dal gruppo di lavoro &ldquo;Green Economy&rdquo; &egrave; stato un&rsquo;ottima occasione per riflettere e avere uno scambio approfondito grazie anche ai preziosi interventi degli ospiti. Ci auspichiamo che la riflessione sulla politica energetica nell&rsquo;ambito del circolo PD Bruxelles possa essere alimentata e che sia un valido contributo per il dibattito nazionale.</div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=512</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews512</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Wed, 09 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Lancio campagna PES "Your future is my future - a European Youth Guarantee now!"]]></title>
<description><![CDATA[<p>The Party of European Socialists (PES) together with ECOSY &ndash; European Young Socialists and PES Women launch &nbsp;the campaign &ldquo;Your future is my future &ndash; a European Youth Guarantee now!&rdquo; in Brussels.</p>
<div>The joint campaign calls for the implementation of a European Youth Guarantee. 5.5 million young people are jobless in Europe. Some countries have over 50% youth unemployment. A youth guarantee would ensure that every young person in the EU is given a new job, further education or training place latest four months after they leave the education system or after they become unemployed.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Therefore I would like to invite all of you (MEP's, assistants, trainees, members of the Secretariat) to join us for the campaign launch tomorrow Friday 11 May.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>The campaign launch will take place tomorrow between 12.00-12.30pm at Square de Mee&ucirc;s (close to the European Parliament) and will be presented by PES President Sergei Stanishev, PES Women President Zita Gurmai, ECOSY President Kaisa Penny, S&amp;D Group Leader Hannes Swoboda, MEP Frederic Daerden and Committee of the Regions representative Mia De Vits.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>You can find more information on the campaign <strong><a target="_blank" href="http://www.youth-guarantee.eu/">website</a>.</strong></div>
<div>&nbsp;</div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=510</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews510</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Tue, 08 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[L'appello a Bruxelles: «Concedete la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Ue»]]></title>
<description><![CDATA[<p>Tra i firmatari la Montalcini e Prodi. Poi appuntamento a Roma per il 31 maggio per una manifestazione</p>
<div><a target="_blank" href="http://www.pdbrux.eu/Archivio/1/volantino_definitivo--420x620.jpg"><strong>Il volantino dell'appello</strong></a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>MILANO - Una direttiva europea che inviti tutti gli stati membri all'approvazione di leggi nazionali per garantire ai figli degli stranieri nati in un paese europeo il diritto della cittadinanza per ius soli (diritto del suolo). &Egrave; l'obiettivo dell'appello &laquo;Chi nasce qui &egrave; di qui&raquo; promosso dall'europarlamentare David Sass&ograve;li e dal presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia, Graziano del Rio.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>DIRITTI DEI BAMBINI - Nel testo dell'appello - che tra i suoi firmatari vede, fra gli altri, Rita Levi Montalcini, Romano Prodi, Stefano Rodot&agrave;, Andrea Camilleri, Nicola Piovani, Carlo Verdone, Claudio Baglioni, Piero Fassino - si sottolinea come in Europa milioni di bambini, figli di migranti, nascano e crescano nei paesi membri senza godere del diritto all'uguaglianza e tantomeno dello status di cittadini. Una situazione in forte contrasto con quanto sancito dalle Nazioni Unite a proposito del diritto dei bambini ad essere protetti e rispettati. A Bruxelles i firmatari chiedono dunque di garantire questi diritti e di incoraggiare il coordinamento tra i governi affinch&eacute; concedano la cittadinanza per ius soli ed evitino discriminazioni nell'accesso ai diritti fondamentali.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>IN ITALIA UN MILIONE DI MINORI - In Italia, dove il numero dei &ldquo;non cittadini&rdquo; nati nel nostro paese sfiora oramai il milione e dove numerose sono state le prese di posizione, a cominciare da quella del Presidente Napolitano, a favore del riconoscimento dello status di cittadino a chi nasce sul suolo nazionale, &egrave; stata recentemente presentata un&rsquo;iniziativa di legge popolare che chiede di riformare la normativa attualmente in vigore (legge 91/92) estendendo l&rsquo;applicazione dello ius soli. &laquo;Riconoscere la cittadinanza a ragazzi che sono nati e cresciuti in un paese diverso da quello di origine dei loro genitori - spiegano Sass&ograve;li e Del Rio - ma che di questo paese parlano la lingua, che in questo paese studiano, consumano e si relazionano non &egrave; semplicemente un atto di buon senso ma una battaglia di civilt&agrave; imprescindibile per un paese che voglia definirsi democratico e in grado di affrontare le sfide del futuro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L'INIZIATIVA A ROMA- Poi, oltre all'appello, per portare all'attenzione dell'opinione pubblica la questione, per il 31 maggio &egrave; stata organizzata una manifestazione a Roma in piazza San Silvestro con musica e interventi delle comunit&agrave; straniere residenti in Italia, del mondo dell'associazionismo italiano e cattolico, i rappresentanti sindacali e politici. Il tutto senza bandiere e colori. Perch&eacute; la cittadinanza &egrave; un diritto di tutti.</div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=509</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews509</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Sun, 06 May 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Lettera di F. Cerasani a Philip Cordery e a Nicole Fondeneige]]></title>
<description><![CDATA[<p>Cher Philip, ch&egrave;re Nicole,</p>
<div>au nom des camarades du Partito Democratico de Bruxelles je souhaite&nbsp;vous exprimer notre immense joie pour le magnifique succ&egrave;s de Fran&ccedil;ois&nbsp;Hollande.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>On admire la passion que tout le PS fran&ccedil;ais a mis dans cette campagne&nbsp;&eacute;l&eacute;ctorale, il s'agit d'un mod&egrave;le et d'un exemple que nous sera&nbsp;d'inspiration lors de notre prochaine campagne en 2013.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Pass&eacute;e votre prochaine &eacute;ch&eacute;ance des &eacute;lections legislatives - que je&nbsp;suis certain vont voir encore un grand succ&egrave;s du PS - nous serons&nbsp;ravis de vous rencontrer, avec tous les autres camarades, pour&nbsp;renforcer notre coop&eacute;ration et notre&nbsp;action&nbsp;commune &nbsp;&agrave; Bruxelles, pour&nbsp;une Europe solidaire et progressiste.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Amiti&eacute;s,</div>
<div>Francesco Cerasani</div>
<div>Partito Democratico - section de Bruxelles</div>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=508</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews508</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[La rabbia sociale male del secolo]]></title>
<description><![CDATA[<p><em>di Eugenio Scalfari</em><br />
<br />
L'ondata dell'antipolitica si sta ingrossando e proviene da destra, da sinistra e anche dal profondo della societ&agrave;, indipendentemente dalle etichette politiche di originaria appartenenza.<br />
<br />
L'ondata ricorda lo &quot;tsunami&quot;, si verifica a lunghi intervalli, &egrave; capace di produrre distruzioni e danni enormi ma con la stessa velocit&agrave; con cui arriva si placa lasciando tuttavia dietro di s&eacute; un cumulo di rovine.<br />
<br />
L'onda lunga &egrave; invece quella degli oceani, un moto naturale delle acque che alimenta la vita del mondo marino e terrestre e dell'atmosfera che ci circonda e ci sovrasta. Se vogliamo utilizzare questi fenomeni per meglio comprendere quanto sta accadendo da qualche anno nelle economie dell'Occidente, possiamo dire che allo &quot;tsunami&quot; dell'antipolitica fa riscontro l'onda lunga della politica. Ma dobbiamo anche aggiungere che in alcuni paesi l'ondata antipolitica &egrave; pi&ugrave; frequente che in altri. L'Italia &egrave; uno di questi; l'antipolitica da noi &egrave; quasi un fatto permanente e minaccioso d'una societ&agrave; che ha conosciuto assai tardivamente lo Stato e lo ha visto sempre come una potenza ostile da combattere e da frodare.<br />
<br />
I democratici di buona volont&agrave; dovrebbero dunque sforzarsi di rinnovare e rafforzare l'onda lunga della politica, cio&egrave; di una consapevole visione del bene comune da opporre allo &quot;tsunami&quot; dell'antipolitica. Accade invece che la politica galleggi su acque stagnanti e paludose, infestate da miasmi e malarie.<br />
<br />
I democratici di<br />
buona volont&agrave; si trovano insomma a dover combattere l'ondata dell'antipolitica e la palude della politica. In Italia la situazione &egrave; questa e se guardiamo all'Europa come al progetto di un futuro Stato federale, le cose stanno pi&ugrave; o meno allo stesso modo. Anche la politica europea galleggia infatti su acque stagnanti e paludose. Non c'&egrave; un'opinione pubblica seriamente europeista, non ci sono interessi forti che spingano verso la federazione e tanto meno valori egemoni che servano da punti di riferimento. Ci sono soltanto minoranze elitarie, non sufficienti a mutare l'acqua stagnante in onda lunga e vitale.<br />
<br />
* * *<br />
Ho pi&ugrave; volte ricordato in questi mesi che c'&egrave; un punto preliminare da cui dobbiamo prender le mosse: l'economia globale ha messo in contatto tra loro le masse di persone che vivono in paesi di antica opulenza e le masse che abitano paesi di antica povert&agrave;.<br />
<br />
Questi due campi di forze cos&igrave; diversi e finora refrattari tra loro sono entrati in comunicazione ormai permanente e crescente e questa comunicazione ha creato un improvviso squilibrio nell'uno e nell'altro campo. La tendenza ad un nuovo equilibrio crea un trasferimento inevitabile di benessere dai paesi ricchi a quelli poveri o meno ricchi e quel trasferimento &egrave; destinato a continuare fino a quando l'equilibrio tra i due campi non sar&agrave; stato raggiunto.<br />
<br />
Ci sono molti strumenti economici e politici per ridurre i costi sociali di questo percorso che tuttavia resta un dato di fondo al quale &egrave; del tutto inutile ribellarsi.<br />
<br />
* * *<br />
Ribadita questa premessa, veniamo ai fatti rilevanti di questa fase. L'evento principale &egrave; la vittoria del socialista Hollande al primo turno delle presidenziali francesi, la forte probabilit&agrave; della sua elezione al secondo turno e la contemporanea comparsa del neo-lepenismo di massa (18 per cento dei voti espressi) che potr&agrave; notevolmente influire sul formarsi d'una nuova destra populista e anti-europea.<br />
<br />
Se Hollande sar&agrave; proclamato Presidente della Repubblica domenica prossima, sappiamo gi&agrave; che il suo primo incontro dopo la formazione del governo sar&agrave; quello con Angela Merkel con l'obiettivo di costruire su nuove basi il patto di amicizia che lega le due maggiori nazioni europee.<br />
<br />
Hollande punta sulla crescita dell'economia europea, ma anche la Merkel punta sulla crescita. Prima lo diceva con voce sommessa, ora lo dice con voce alta e sicura. Con la stessa voce alta e sicura lo dice anche Mario Draghi e anche il nostro Mario Monti, sostenuto in questa sua linea da tutti e tre i partiti che appoggiano il suo governo. E perci&ograve; crescita crescita crescita. Ma con quali strumenti per ottenerla? E con quali tempi necessari a vederne gli effetti?<br />
<br />
* * *<br />
Gli strumenti proposti da Hollande sono di ottenere l'esenzione delle spese per investimenti dal patto di stabilit&agrave; fiscale voluto dalla Germania e approvato dalle Autorit&agrave; europee; ottenere l'emissione di &quot;project bond&quot; per finanziare infrastrutture europee; accrescere le risorse del bilancio europeo amministrato dalla Commissione di Bruxelles e aumentare le risorse della Banca d'investimento (Bei) destinate anch'esse a specifici progetti di infrastrutture inter-frontaliere.<br />
<br />
Le richieste francesi sono in larga misura condivise dalle Autorit&agrave; di Bruxelles. La Germania - e la Bce di Draghi - ne condividono alcune ma escludono i &quot;project bond&quot; e sono molto caute sugli investimenti della Bei. Mario Monti si colloca a met&agrave; strada tra le richieste di Hollande e le probabili risposte negative della Merkel ad alcune di esse. In pi&ugrave; Monti aggiunge la richiesta dei diciotto paesi dell'Unione di aumentare l'intensit&agrave; delle liberalizzazioni sul mercato dei servizi in tutta l'area dell'Unione.<br />
<br />
Il negoziato - sempre che Hollande vinca il secondo turno delle presidenziali - avverr&agrave; tra l'8 maggio e le riunioni dei vertici europei di fine giugno. Un compromesso positivo &egrave; molto probabile. Per quanto riguarda l'Italia l'esito del negoziato ha grande importanza ma non esaurisce i nostri problemi politici, economici e sociali. Restano infatti da risolvere le maggiori tutele sociali (esodati), la tenuta dei partiti della &quot;strana maggioranza&quot; e i loro reciproci conflitti; l'esito politico delle amministrative del 6 e 7 maggio; la riforma della legge elettorale; gli strumenti da adottare nella lotta contro la recessione; l'approvazione della riforma del lavoro; la &quot;governance&quot; della Rai. E scusate se &egrave; poco.<br />
<br />
* * *<br />
Tralascio di approfondire i temi di questo lungo elenco che sono stati gi&agrave; ampiamente esaminati su queste pagine nei giorni scorsi. Ma ce n'&egrave; uno che tutti li contiene e pu&ograve; determinarne l'esito; riguarda l'atteggiamento dei partiti che appoggiano l'attuale governo. Essi temono che l'ondata antipolitica, gi&agrave; prossima ad intercettare il 20 per cento dei voti stando ai sondaggi, possa ulteriormente crescere fino a rappresentare un quarto dei voti espressi e a creare anche una diffusa astensione, tale da ridurre fino al 60 per cento il numero degli elettori che andranno alle urne. Il combinato disposto tra astensioni e voti antipolitici produrrebbe un colpo estremamente grave per i partiti &quot;costituzionali&quot; (chiamiamoli impropriamente cos&igrave;) e metterebbe in serio periglio la stessa sopravvivenza della democrazia parlamentare.<br />
<br />
La tentazione di anticipare il voto al prossimo ottobre traluce ormai da ripetute sortite e rende pi&ugrave; incerta l'azione del governo e l'andamento dei mercati. D'altra parte la preoccupazione dei partiti &egrave; comprensibile. L'&quot;impasse&quot; in cui si trovano &egrave; di difficilissima soluzione: anticipare il voto rischia di squalificarli ancora di pi&ugrave; e getterebbe il paese in una fase d'insicurezza assai grave; aspettare ancora un anno fino alla scadenza naturale della legislatura prolungherebbe per&ograve; la loro cottura a fuoco lento. Qual &egrave; dunque la soluzione del rebus?<br />
<br />
Una soltanto: i partiti che chiamiamo costituzionali votino intanto una legge elettorale che abolisca il premio di maggioranza o lo faccia scattare soltanto per chi superi il 40 per cento dei voti, ponga una soglia alta (5 per cento) per entrare in Parlamento, vieti le coalizioni elettorali, abolisca dalla scheda elettorale il nome del leader, prenda a modello la legge elettorale tedesca applicata a collegi di piccole dimensioni come previsto dalla legge spagnola.<br />
<br />
Nel frattempo il governo, ricevuta l'assicurazione formale e solenne della sua permanenza in carica fino al termine della legislatura, adotti una serie di provvedimenti capaci di accrescere le tutele sociali estendendone la durata e ampliandone la sfera d'applicazione, tagli le spese improduttive e persegua - come sta gi&agrave; energicamente facendo - il recupero dell'evasione fiscale; cartolarizzi una parte del patrimonio pubblico vendibile e mandi avanti il pagamento del debito pregresso verso le imprese fornitrici.<br />
<br />
Con le risorse prodotte con questi interventi, diminuisca le imposte sul lavoro, aumenti i crediti d'imposta per investimenti destinati a innovazioni e ricerca, rilanci l'apertura dei cantieri edilizi e introduca sgravi d'imposta sui redditi medio-bassi del lavoro dipendente.<br />
<br />
Le risorse recuperabili dalle fonti sopra indicate possono arrivare sicuramente a 80 miliardi, forse a cento e quindi sono in grado di produrre un allentamento della tensione sociale in attesa che le liberalizzazioni e la riforma pensionistica producano gli attesi effetti sul gettito delle entrate.<br />
<br />
Questi interventi-ponte sono oltremodo necessari e urgenti per diminuire o almeno non far aumentare il tasso di rabbia sociale che, se lasciato alla deriva, pu&ograve; creare uno sconvolgimento economico con i relativi effetti sui mercati finanziari.<br />
<br />
Chi si preoccupa soltanto dello &quot;spread&quot; e considera la rabbia sociale come un fenomeno marginale e sopportabile, non coglie un aspetto fondamentale del problema. La &quot;polis&quot; deve tenere nello stesso conto le leggi economiche e le dinamiche sociali da esse provocate; non a caso i classici della scienza economica, a cominciare da Adam Smith, insegnavano filosofia morale. Chi si proclama &quot;smithiano&quot; dovrebbe almeno studiare il pensiero e la formazione culturale del suo autore di riferimento prima d'impegnarsi sui precetti del liberismo senza se e senza ma.<br />
<br />
Un'ultima osservazione: il presidente Monti punta giustamente sull'aumento della produttivit&agrave; delle imprese e sulla loro competitivit&agrave;. Mi auguro che non cada nell'errore di far coincidere l'aumento della produttivit&agrave; con la diminuzione del costo del lavoro. Quest'ultimo &egrave; soltanto uno dei componenti d'una maggiore produttivit&agrave; e neppure il pi&ugrave; importante. I pi&ugrave; importanti sono l'innovazione dei prodotti e dei processi di produzione e dipendono sia l'uno che l'altro dagli imprenditori e non dai lavoratori. Quanto al costo del lavoro dipendente esso deriva in buona parte dalla differenza tra salario lordo e salario netto. In questo caso la sua diminuzione si verifica con un taglio del cosiddetto cuneo fiscale e cio&egrave; con la fiscalizzazione dei contributi. Sono sicuro che il professor Monti queste cose le conosce molto meglio di me e agir&agrave; quindi di conseguenza. <br />
&nbsp;<br />
Tratto da <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/politica/2012/04/29/news/la_rabbia_sociale_male_del_secolo-34131671/index.html?ref=search">www.repubblica.it</a></p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=507</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews507</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Italiani nel mondo chiamano Roma: Come si conquistano i moderati in fuga?]]></title>
<description><![CDATA[<p>Clicca <a href="http://www.youdem.tv/doc/235006/come-si-conquistano-i-moderati-in-fuga.htm?utm_source=MailingList&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=20120427+-+Pd+mondo+-+Come+si+conquistano+i+moderati+in+fuga%3F" target="_blank"><strong>qui</strong></a> per guardare l'ultima puntata del programma Italiani nel mondo chiamano Roma, condotto da Francesco Cuozzo, intitolata &quot;Come si conquistano i moderati in fuga?&quot;. <br />
<br />
In studio Massimo Romagnoli (Movimento per la Liber&agrave;), Eugenio Marino (responsabile Pd Italiani nel Mondo), Barbara Laurenzi (giornalista Italia Chiama Italia). In collegamento telefonico da Zurigo Massimo Pilleri, direttore del settimanale La Pagina e blogger Il Fatto Quotidiano. In collegamento Skype da Bruxelles Andrea Garnero, economista. </p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=506</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews506</guid>
</item>
<item>
<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
<title><![CDATA[Lettera di Bersani agli iscritti - 25 aprile]]></title>
<description><![CDATA[<p>Clicca <a target="_blank" href="http://www.pdbrux.eu/Archivio/2/bene_comune_lettera.pdf">qui</a> per leggere la lettera di Pierluigi Bersani agli iscritti in occasione del 25&nbsp;aprile.</p>]]></description>
<link>http://www.pdbrux.eu/news.asp?id=505</link>
<guid isPermaLink="false">rssnews505</guid>
</item>
</channel>
</rss>
